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Gas Radon. Un nuovo decreto per una maggiore sicurezza

Il gas Radon (Rn) è un gas radioattivo naturale ☢️ Deriva dal decadimento radioattivo del Radio che, a sua volta, deriva dal decadimento dell’Uranio. Quest’ultimo è presente naturalmente nel terreno e in gran quantità nei pressi del nucleo terrestre. Come conseguenza, il Radon si trova nel terreno e nelle rocce, così come materiali da costruzione derivanti da rocce vulcaniche, cave e da lavorazione di terreni. Viene emesso, quindi, da questi e si diffonde nell’aria e nelle acque; può, quindi, penetrare all’interno degli edifici tramite fessure e canali di impianti vari.
Il Radon è un gas nobile, quindi inerte e – se inalato tal quale – viene semplicemente espulso dall’organismo. Dov’è, quindi, il problema? Con il processo di decadimento radioattivo vengono emesse radiazioni dette “alfa” – altamente ionizzanti ma scarsamente penetranti – e altri elementi radioattivi, quali Polonio, Piombo e Bismuto. Il Radon, per decadere e formare quest’ultimi, impiega circa 3 giorni. I suoi prodotti di decadimento si legano al particolato atmosferico, vengono inalati dall’uomo, si depositano nell’epitelio bronchiale ed emettono radiazioni alfa. Questo è causa di tumore polmonare.
Si registrano livelli più alti di Radon in luoghi come cantine, locali poco o niente arieggiati e abituazioni/uffici ubicati a piani bassi degli edifici.
Come ridurre, allora, la concentrazione di Radon all’interno degli edifici e, quindi, scongiurare il rischio?
Ci sono alcuni interventi di tipo strutturale che possono essere utili alla causa, tra cui:
✅ Utilizzare materiali poco/niente permeabili al Radon per sigillare pavimenti e pareti;
✅ Installare una ventilazione forzata nei locali;
✅ Realizzare intercapedini areate al di sotto del pavimento e tra le pareti interrate;
✅ Installare sistemi di aspirazione di gas provenienti dal sottosuolo.
Per misurare la concentrazione di Radon presente in un ambiente chiuso si utilizzano, di solito, dei dispositivi chiamati “Dosimetri Passivi” che misurano il valore medio di gas Radon nell’aria durante un periodo di campionamento che può essere di alcuni mesi o di un anno.
Questi strumenti non sono altro che contenitori di piccole dimensioni in plastica con all’interno un rivelatore, ovvero un elemento sensibile al Radon. La misurazione è espressa in Bq/mc.
Secondo il Decreto Legislativo 31 Luglio 2020, n. 101 – che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti – nelle aziende e nei luoghi di lavoro, devono essere effettuate misurazioni nei luoghi di lavoro sotterranei e semisotterranei e anche piano terra. Queste misurazioni devono essere ripetute ogni otto anni. Inoltre, il decreto fissa i livelli massimi di riferimento per le abitazioni e i luoghi di lavoro, espressi in termini di valore medio annuo della concentrazione di attività di radon in aria:
a) 300 Bq/m3 in termini di concentrazione media annua di attività di radon in aria per le abitazioni esistenti;
b) 200 Bq/m3 in termini di concentrazione media annua di attività di radon in aria per abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024;
c) 300 Bq/m3 in termini di concentrazione media annua di attività di radon in aria per i luoghi di lavoro.
Altra novità espressa nel nuovo decreto è l’introduzione della figura di esperto in interventi di risanamento radon, ovvero la persona che possiede le abilitazioni, la formazione e l’esperienza necessarie per fornire le indicazioni tecniche ai fini dell’adozione delle misure correttive per la riduzione della concentrazione di radon negli edifici.
Fonti:
https://www.epicentro.iss.it/radon/;
https://www.issalute.it/…/la-salute-dalla-a…/r/radon;
https://www.unipd-org.it/…/Per…/Pericoli/Radon/Radon.html;
https://www.gazzettaufficiale.it/…/2020/08/12/20G00121/sg

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